Acqua e legno, energia per la montagna

  

Prof. Renzo Zagnoni

L’acqua e il legno:
l’energia per la montagna fra Bologna e la Toscana nella storia

Sommario

1. La forza dell’acqua dall’età antica ai giorni nostri
2. Boschi e legname per la vita della montagna
3. Bibliografia

Premessa

La montagna compresa fra il Bolognese e la Toscana fin dal primo millennio avanti Cristo ha rappresentato uno spartiacque di collegamento fra l’Italia settentrionale e centrale. Le valli di penetrazione appenninica hanno rappresentato le vie naturali di risalita ai crinali ed ai passi che mettono e mettevano in comunicazione i due versanti dell’Appennino. Per questo la presenza umana, secondo un andamento sinusoidale di incrementi e decrementi, è stata costante: dai primi villaggi dell’età del bronzo localizzati al Poggio di Gaggiola a monte di Silla ed al monte della Croce sopra Santa Maria Villiana; alla grande città etrusca sorta nei pressi di Marzabotto; agli insediamenti romani localizzati soprattutto nella media e bassa valle del Reno; alle pievi medievali le prime delle quali risalgono probabilmente ai secoli V e VI; ai numerosissimi villaggi che sorsero dopo il dirompente fenomeno della crescita demografica e dell’allargamento delle superfici coltivate successivo all’anno Mille.

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Esempi di “buon governo” del territorio

  

Prof. Gian Paolo Borghi

Esempi di “buon governo” del territorio nella vita e nella cultura tradizionale appenninica

Sommario

1. Quando non ci si poteva permettere di “buttare” e di sprecare nulla
2. Dal bosco alla legna e al carbone
3. Etnografia ecosostenibile: il ciclo tradizionale della raccolta delle castagne
4. La concimazione naturale e lo smaltimento dei rifiuti
5.  I mestieri della tradizione sostenibile
6. Bibliografia.

 

1. Quando non ci si poteva permettere di “buttare” e di sprecare nulla

In questo contributo si forniscono alcune chiavi di lettura di significativi aspetti della vita e della cultura tradizionali un tempo in essere in varie realtà appenniniche, con particolare riferimento a quelle bolognesi. I temi, sinteticamente trattati, si riferiscono tra l’altro all’uso razionale e non indiscriminato di materie prime presenti localmente, ai rapporti tra mestieri e territorio, all’uso e al riuso di oggetti e utensili, nonché alle allora quasi innate concezioni del ridurre i rifiuti in maniera responsabile.

Doveroso spazio è riservato alle testimonianze orali, veri e propri insegnamenti “dall’interno” di un mondo rurale che, un tempo, aveva nell’oralità la principale forma comunicativa. Una nota bibliografica offre infine la possibilità di affrontare ulteriori approfondimenti nella prospettiva demo-etno-antropologica qui accennata. L’arco temporale affrontato con le fonti orale focalizza situazioni in essere fin verso gli anni ’50 del ’900.

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