L'energia solare entra nelle produzioni di birra in Italia

Due birrifici italiani hanno attivato l’uso dei pannelli solari riuscendo così a coprire parte del loro fabbisogno di energia elettrica e rispondere alla sfida della sostenibilità ambientale

La riduzione delle emissioni della CO2 uno dei gas climalteranti, considerato tra i maggiori responsabili dei cambiamenti climatici del nostro Pianeta, è una delle sfide più importanti del nostro secolo.

L’utilizzo dell’energia solare, fonte pulita e rinnovabile nelle produzioni agricole e industriali, è una realtà che sta trovando applicazione nel nostro Paese e fornendo i primi risultati vantaggiosi in termini di riduzione di CO2 e dell’impatto ambientale.

Un esempio virtuoso in tal senso sono i due birrifici italiani, quello di Comun Nuovo, in provincia di Bergamo, il più grande stabilimento di birra in Italia, e quello di Massafra in provincia di Taranto che hanno installato 8.000 pannelli solari (per una superficie pari a 4 campi da calcio) sui tetti dei loro stabilimenti.

I pannelli fotovoltaici installati generano ogni anno energia rinnovabile per un totale di circa 2 milioni di Kwh all’anno in grado di coprire il fabbisogno energetico necessario  alla  produzione di Birra Moretti Baffo d’Oro. Certiquality, un Istituto di Certificazione di Qualità ha riconosciuto che l’energia fotovoltaica dei pannelli solari riesce a coprire la linea produttiva di Birra Moretti Baffo d’Oro, che è quindi la prima birra prodotta in Italia con energia rinnovabile equivalente derivante da pannelli solari.

Con il sistema dei pannelli solari i vantaggi ottenuti per la salvaguardia dell’ambiente sono notevoli: una valutazione effettuata sullo stabilimento di Comun Nuovo, ha dimostrato che questo stabilimento da solo riesce a ridurre di 447 tonnellate  le emissioni annue di CO2.

La riduzione delle emissioni di CO2 prodotte da attività umane è uno degli obiettivi principali del Protocollo di Kyoto, il più famoso documento sottoscritto in ambito internazionale, che prevedeva per l’Europa  una riduzione dei gas climalteranti del 5% cento rispetto a quelle del 1990.

Un ulteriore vantaggio dell’uso dell’energia solare in termini ambientali ed economici è che possibile creare impianti proporzionali al fabbisogno energetico e vicini alla zona di utilizzo.  

Ma l’attenzione al tema della sostenibilità ambientale di questi birrifici non si limita alla riduzione delle emissioni di CO2: nello stabilimento di Comun Nuovo è stato, infatti, realizzato recentemente un impianto per la riutilizzazione delle acque di raffreddamento degli impianti, che ha permesso una riduzione dei consumi idrici totali del 40%, con  un risparmio netto annuo di 960 milioni di litri di acqua,  una quantità di acqua utile a coprire i fabbisogni annui di ben 4.800 famiglie. 

Produzioni industriali, quindi in linea con i due obiettivi più importanti per la salvaguardia del nostro Pianeta: riuscire a ridurre le emissioni di CO2 e tutelare le risorse idriche. Ma il progetto in cui si inseriscono le realtà dei birrifici di Comun Nuovo e di Massafra non si limita a questi due obiettivi: il piano decennale sulla sostenibilità ambientale globale di Heineken, il Brewing a Better World, prevede anche un approvvigionamento sostenibile delle risorse, la promozione del consumo responsabile, l’attenzione alla salute e alla sicurezza, la crescita in sinergia con le comunità e il contesto socio/ambientale di riferimento.

 

 

FonteRepubblica goo.gl/qDU5oK 

 

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