Il riscaldamento globale e il surriscaldamento climatico (global warming)

Il Global warming e le principali cause

Per riscaldamento globale si intendono le fasi di aumento medio delle temperature in atmosfera e negli oceani che si verificano per cause e fenomeni naturali (cambiamenti climatici). E' un termine comunemente usato, ma impropriamente, per definire il surriscaldamento climatico (o global warming in inglese) prodotto dalle attività umane, cioè il contributo antropico al riscaldamento del clima.

La temperatura terrestre è regolata principalmente da 4 fattori:

  1. l'irraggiamento solare
  2. l'atmosfera
  3. il calore interno della Terra
  4. l'effetto serra naturale

Di questi 4 fattori, l'effetto serra e l'irraggiamento solare sono parametri che sembrano poter essere modificati antropicamente (cioè dall'uomo per mezzo delle proprie attività).

gas serra sono gas presenti in atmosfera, sia di origine naturale che antropica, che filtrano le radiazioni solari e ostacolano l'uscita delle radiazioni infrarosse in modo da permettere ai raggi solari di rimbalzare sul suolo terrestre dirigendosi nuovamente verso l'alto, e impedendone quindi la loro completa dispersione nello spazio attraverso il "rimbalzo/ritorno" verso il basso (cioè il suolo). L'effetto serra è un fenomeno naturale da sempre presente sulla terra e senza il quale la temperatura sarebbe mediamente di 30° più bassa.

L'anidride carbonica è responsabile, secondo la teoria più accreditata, di circa il 15% dell'effetto serra naturaleDa ricordare che anche il metano, un gas prodotto dalla degradazione anaerobica (cioè in assenza di ossigeno) è responsabile per l'8%: questa quota è sensibilmente aumentata fino a raggiungere l'attuale livello anche a causa delle grandi quantità di metano prodotto dalle discariche.

Attualmente, la concentrazione di CO2 in atmosfera è aumentata del 10%, il valore più alto da 650.000 anni a questa parte, dovuta principalmente all'utilizzo di combustibili fossili (carbone e petrolio soprattutto).

Ad aggravare la situazione, la deforestazione, che in pratica riduce la presenza di "catturatori" naturali di CO2 quali sono gli alberi.

L'incremento di anidride carbonica legato all'uso di combustibili fossili sembra venga ulteriormente amplificato dal conseguente riscaldamento degli oceani, che contengono una grande quantità (disciolta) di CO2 ed il riscaldamento dei mari ne causerebbe, di conseguenza, l'emissione in atmosfera. Da qui, i cambiamenti climatici in atto e il riscaldamento globale.

Inoltre, poiché a maggior temperatura corrisponde maggiore evaporazione, il vapore acqueo (il gas serra principale) accrescerebbe ulteriormente il riscaldamento globale e i conseguenti cambiamenti climatici oltre ad aumentare, secondo alcuni ricercatori, la possibilità di eventi naturali estremi come uragani.

Effetti del riscaldamento globale (surriscaldamento climatico e cambiamenti climatici).

Secondo i modelli climatici elaborati dall'IPCC, nel corso del primo secolo del terzo millennio i cambiamenti climatici dovrebbero portare all'aumento della temperatura media in una scala compresa tra 1,4 e 5,8 gradi centigradi. Anche se è difficile prevedere gli effetti del riscaldamento globale a causa della grande complessità del sistema, la tendenza è questa.

In ogni caso, alcuni effetti diretti a danno dell'ambiente vengono quasi unanimemente attribuiti al riscaldamento globale (o global warming): scioglimento dei ghiacciai (nel 2008 la minore estensione mai registrata), disgregazione delle calotte polari, aumento del livello dei mari, modifiche nella distribuzione delle piogge, eventi naturali estremi e cambiamenti climatici.

Tuttavia, anche se la componente più sensibile o se si vuole più ambientalista nutre pochi dubbi sulla correlazione tra attività antropica e riscaldamento globale, risulta oggettivamente difficile collegare eventi specifici al surriscaldamento climatico o global warming.

Tra gli effetti previsti, uno studio mette in luce la possibilità di estinzione, su un campione di 1.103 tra specie animali e floreali, di una quota compresa tra il 18 e il 35% entro il 2050.

Tra l'altro, gli effetti del riscaldamento globale potrebbero essere addirittura maggiori se non si fosse registrata una riduzione dell'irraggiamento solare dovuta all'inquinamento atmosferico, quindi paradossalmente una riduzione degli inquinanti potrebbe portare ad un ulteriore aumento rispetto a quanto ipotizzato e ad un incremento dei cambiamenti climatici.

Infine, va segnalata l'ipotesi di diffusione di malattie come la malaria, l'acidificazione degli oceani, un ulteriore riduzione dello strato di ozono e gravi ripercussioni sul sistema agricolo globale.

Uno scenario quindi tutt'altro che sereno che impone alla comunità uno sforzo nella direzione di uno sviluppo sostenibile e l'eliminazione graduale dell'uso di energia da fonti fossili, una politica a favore del risparmio energetico e dell'utilizzo di energia pulita e rinnovabile.

 

Combustibili fossili

combustibili fossili sono quei combustibili che derivano dalla trasformazione della sostanza organica in forme più stabili e ricche di carbonio. Sono fonti energetiche non rinnovabili, poiché il loro utilizzo ai ritmi attuali pregiudica la loro disponibilità per le generazioni future, e sono tra i principali fattori scatenanti del global warming.

Appartengono a questo campo:

- il petrolio e suoi derivati (benzine, gasolio, solventi, cherosene, olii lubrificanti, catrame)

- il carbone

- il gas naturale

I combustibili fossili (detti anche idrocarburi) rappresentano oggi la principale fonte energetica dell'umanità. Perchè?

In sostanza, perché hanno un alto rapporto energia/volume, sono facilmente trasportabili e stoccabili e costano ancora relativamente poco, anche se bisogna sottolineare che il prezzo del barile di petrolio è aumentato, dagli 11 dollari del 1998 gli attuali 80, di oltre il 700%.

La caratteristica di avere un basso costo ha di molto rallentato lo sviluppo delle energie alternative, anche a causa dello stretto legame tra interessi economici e politici di multinazionali e governi.

Per contro, presentano numerosi svantaggi:

sono assai inquinanti

- determinano un incremento di CO2 in atmosfera, un gas serra non inquinante ma determinante per il surriscaldamento globale

- non sono rinnovabili, poiché il processo di fossilizzazione della sostanza organica è molto lungo (milioni di anni) e la quantità che si fossilizza è minima rispetto al fabbisogno energetico dell'uomo.

Questa caratteristica, alla luce dell'esauribilità dei giacimenti attuali e a fronte di una sempre maggiore richiesta energetica a livello globale, determina continui aumenti del loro prezzo.

 

L'INDUSTRIA PETROLIFERA E IL PETROLIO

Il petrolio è un liquido denso e infiammabile, che dopo l'estrazione viene sottoposto al processo di distillazione ed immesso con tutti i suoi derivati nel mercato.

La presenza del petrolio e quindi dell'industria petrolifera ha grandi impatti sociali e ambientali: l'estrazione, per esempio, frequentemente danneggia l'ambiente, mentre ricerca ed estrazione del petrolio offshore disturbano l'ambiente marino circostante. L'estrazione è spesso preceduta dal dragaggio, un'operazione che danneggia gravemente il fondale marino ed in particolare le alghe, organismi fondamentali nella catena alimentare marina. Il greggio e il petrolio raffinato che fuoriescono da navi petroliere incidentate, hanno danneggiato fragili ecosistemi in tutto il mondo, dall'Alaska alla Spagna.

L'Italia è il settimo importatore mondiale di petrolio, ma la quota "elettrica" è (dati 2012) solo del 4,3%. Questa quota non considerà però i derivati da petrolio (quali Orimulsion, coke e bitume), quantificati a parte alla voce "altri combustibili".

Infine, la combustione, su tutto il pianeta, di enormi quantità di petrolio è tra i maggiori responsabili dell'effetto serra.

IL CARBONE

Il carbone è un combustibile fossile presente nel terreno in miniere sotterranee o a cielo aperto.

E' un combustibile pronto all'uso, e produce un quarto dell'elettricità in tutto il mondo. In Italia, la quota di energia prodotta col carbone (dati 2012 Terna) è del 21,6%, ma ci sono nazioni, come gli USA, che attingono dal carbone il 50% del proprio fabbisogno. L'Italia è il nono importatore mondiale di carbone.

Se da una parte rappresenta una delle principali fonti di energia dell'umanità, dall'altra è anche uno dei modi più inquinanti per produrla.

Dal carbone è possibile ottenere anche altri tipi di combustibile, tramite i processi di gassificazione e liquefazione, con un impatto ambientale decisamente inferiore.

IL GAS NATURALE

Il gas naturale è un gas prodotto dalla decomposizione anaerobica di materiale organico. E' presente, in genere, assieme al petrolio e in giacimenti di gas naturale, ma anche in discariche di rifiuti. La principale difficoltà nell'utilizzo del gas naturale è il trasporto. I gasdotti sono economici, ma poiché attraversano territori di diversi stati, si può verificare, principalmente per problemi politici, l'interruzione del flusso nel momento in cui una nazione decide di chiudere i rubinetti sul proprio territorio.

L'Italia dipende per il 59,5% dal gas naturale come approvvigionamento elettrico, con un aumento (rispetto al 1994) di quasi il 40%. Il nostro Paese è il terzo importatore mondiale di gas (principalmente da Algeria e Russia).

La combustione di gas produce gas serra, anche se in misura minore rispetto agli altri combustibili fossili. I due principali aspetti negativi (oltre all'emissione di gas serra e di inquinanti come monossido di carbonio, ozono, ossidi di azoto) sono rappresentati dall'estrazione, che può danneggiare l'ecosistema  e causare cedimenti del terreno circostante, ed il trasporto che genera ulteriore inquinamento.

 

Approfondisci su:

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» www.wikipedia.org

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